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Ridurre gli stimoli e riposarsi adeguatamente
- Alberto Vezzani
- Tempo di lettura: 10 minuti
Che tu stia cercando di destreggiarti tra le aspettative della famiglia, le scadenze di fine anno o semplicemente cercando di stare al passo con la vita quotidiana, il tuo sistema nervoso sente tutto.
Quando la vita diventa frenetica, la pratica dello yoga assume un ruolo essenziale. Lo yoga offre un rifugio, una stanza interiore tranquilla dove lo stress si dissolve e ritorna la lucidità. Anche solo cinque minuti di movimento o di respirazione consapevole possono cambiare l’intera giornata.
In questo periodo, invece di spingerti in fondo alla tua lista di cose da fare, prova a metterti delicatamente in cima.
Ti meriti quello spazio:
- Spazio per respirare;
- Spazio per rilassarti;
- Spazio per tornare a te stessa/o.
Ecco perché in questo momento ci concentriamo su pratiche di radicamento e rigenerazione che leniscono invece di esigere, dandoti stabilità, morbidezza e lo spazio per essere semplicemente te stessa/o.”
Lo yoga come rifugio interiore nei momenti di stress
Con l’avvicinarsi di questo periodo dell’anno, molti di noi si ritrovano coinvolti in sempre più cose: più progetti, più rumore, più cose da fare. Il periodo delle feste può portare gioia, ma anche pressione e intensità emotiva. Anche quando stiamo sinceramente percorrendo il nostro cammino, che tu stia cercando di destreggiarti tra le aspettative della famiglia, le scadenze di fine anno o semplicemente stare al passo con la vita quotidiana, il tuo sistema nervoso sente tutto. Il mese di dicembre può sembrare un vortice di obblighi e di sovraccarico sensoriale, piuttosto che un periodo di calma e profondità.
Quando la vita diventa frenetica, la pratica dello yoga assume un ruolo essenziale. Lo yoga offre un rifugio, una stanza interiore tranquilla in cui lo stress si dissolve, lasciando il posto alla lucidità. Anche solo cinque, dieci, venti minuti di movimento o di respirazione consapevole possono cambiare l’intera giornata.
Viśrānti: il riposo consapevole nella tradizione yogica
Nella tradizione tantrica, uno degli inviti più semplici e radicali è Viśrānti, ovvero il Riposo.
Viśrānti non è crollare e rifugiarsi nelle serie TV o nello scrollare Instagram, bensì un consapevole allentamento dell’impegno/sforzo e una delicata ritrazione dei sensi, in modo che la chiarezza e la pace abbiano la possibilità di rivelarsi.
Nel mondo Occidentale moderno, la maggior parte di noi vive in uno stato di stimolazione quasi costante. Ogni input/stimolo sensoriale suscita vṛtti nella mente-cuore, (piccole increspature di pensiero, emozioni e immaginazione). Quando queste increspature diventano troppo numerose, la consapevolezza si offusca. È come cercare di risolvere un problema delicato stando nel bel mezzo di un affollato centro commerciale. A un certo punto, semplicemente non riusciamo più a sentire noi stessi.
Da questo punto di vista, il primo passo sul sentiero è molto concreto: iniziamo a ridurre gli stimoli e a riposarci adeguatamente.
Viśrānti – riposare nel terreno/fondamento della coscienza
Quando i nostri sensi sono saturi, diventa più difficile trovare anche solo un piccolo spazio di tempo per la pratica, per rilassarsi abbastanza da lasciar andare le ansie più superficiali e sentire onestamente ciò che si muove dentro di noi. Il percorso spirituale, quindi, rimane nella nostra testa come un’idea, invece di affondare nel cuore come realtà vissuta.
Viśrānti non è pigrizia. È una scelta deliberata di creare spazio, affinché la vita interiore possa respirare.
In questo contesto, per stimoli si intende tutto ciò che assorbiamo ripetutamente attraverso i sensi. Alcuni stimoli ci nutrono in modo genuino. Altri semplicemente ci riempiono e tengono la mente occupata. Come esperimento, potremmo ridurre con delicatezza ciò che evidentemente non ci sostiene, notando quali cambiamenti avvengono. Forse è sufficiente tagliare un po’ le notizie e isocial media? Meno rumori di fondo e più vera quiete.
Meno stimoli, più chiarezza: creare spazio per la vita interiore
L’altro lato di Viśrānti è il riposo adeguato. Non solo crollare nel sonno alla fine della giornata, ma dare al corpo (e alla mente) abbastanza sonno e un po’ di tempo, anche da svegli, che non sia riempito di produttività, di cose da sistemare o da gestire. Anche i piccoli momenti aiutano, come sedersi in silenzio con davanti il cielo o gli alberi, giocherellare senza un programma o una semplice pratica rilassante, che permette al sistema nervoso di distendersi. Prova con questa pratica guidata di Yoga Nidra, a cura di Alberto Vezzani.
Una base per prendersi cura di sé e degli altri
Dare a noi stessi non è egoismo. È la base per poter essere in grado di dare qualcosa di reale agli altri.
Quando ignoriamo questo bisogno di riposo, i segnali sono quelli che ben conosciamo:
- maggiore irritabilità;
- malattie frequenti;
- attenzione disordinata;
- perdita di entusiasmo per la vita;
- disturbi del sonno.
Soprattutto in questo periodo dell’anno, Viśrānti ci invita a trattare questi sintomi non solo come “semplice stress”, ma come chiari segnali che qualcosa in noi sta chiedendo un ritmo diverso.
Riflessioni per il tuo dicembre
Quali stimoli non mi aiutano a progredire nel percorso spirituale e potrebbero addirittura ostacolarmi?
Quali paure o ansie mi impediscono di riposare adeguatamente?
Quali semplici e gentili cambiamenti potrei apportare nelle prossime settimane per creare maggior Viśrānti?
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Sperimenta il riposo profondo con lo Yoga Nidra
Lo Yoga Nidra è una pratica meditativa basata sul processo fisiologico del sonno. Ha le sue radici nella tradizione Yoga: si è poi evoluta e adattata alle condizioni della nostra vita attuale, divenendo una sintesi di tradizione ed evoluzione. È un viaggio all’interno di sé stessi, un percorso di consapevolezza in cui parti da dove sei e dai il benvenuto a ciò che è presente, aprendoti alle sensazioni del corpo e del respiro.
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autore
Alberto Vezzani
Alberto è insegnante ECAT per l’Anusara Yoga®. Studia e pratica yoga con grande dedizione e passione dal 2004 dopo il folgorante incontro con Cesare Boni che lo ha condotto verso l’iniziazione al cammino dello Yoga e ad approfondire la meditazione e le pratiche tradizionali sotto la guida della sua Guru.
Alberto muove i suoi primi Asana con Andrea Boni e inizia successivamente a studiare Hatha Yoga con Piero Vivarelli. Studia Hatha Yoga con altri incredibili insegnanti quali John Friend, Desiree Rambaugh, Sianna Sherman Noah Maze, Mark Holzman, Ross Rayburn e segue costantemente i suoi insegnanti di filosofia tantrica non duale e scritture orientali; Carlos Pomeda, Mark Diczkowski, Christopher Wallis. Ha studiato con Sally Kempton e Bill Mahoney. Ha vissuto e frequenta regolarmente gli Ashram della sua Guru in India e negli Stati Uniti. Alberto si inchina con infinita riconoscenza e gratitudine ai suoi maestri.
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